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title: "Direttiva NIS: all’Italia il primato per gli investimenti, ma c’è ancora da lavorare - Cybersecurity360"
description: Primato per l’Italia rispetto all’Unione Europa in merito agli investimenti destinati all’attuazione della direttiva NIS. È quanto emerge dal recente rapporto d
author: Noemi
url: https://www.marcosantarelli.eu/articoli/384-direttiva-nis-all-italia-il-primato-per-gli-investimenti-ma-c-e-ancora-da-lavorare-cybersecurity360
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### [Direttiva NIS: all’Italia il primato per gli investimenti, ma c’è ancora da lavorare - Cybersecurity360](https://marcosantarelli.eu/articoli/384-direttiva-nis-all-italia-il-primato-per-gli-investimenti-ma-c-e-ancora-da-lavorare-cybersecurity360)

Pubblicato: 07 Dicembre 2021

#### Primato per l’Italia rispetto all’Unione Europa in merito agli investimenti destinati all’attuazione della **direttiva NIS**. È quanto emerge dal recente rapporto di ENISA, Agenzia europea per la **cybersicurezza**, incentrato proprio sugli investimenti dedicati all’applicazione della direttiva.



Ecco i risultati e le aree su cui occorre intervenire nel mio articolo per **Cybersecurity360**



![Direttiva NIS](https://marcosantarelli.eu/images/nis.jpg)


 

**Italia ha investito 140 mila euro** attraverso i suoi operatori e fornitori di servizi **per adeguarsi alla [direttiva NIS](https://www.cybersecurity360.it/legal/direttiva-nis-notifica-degli-incidenti-e-adempimenti-per-le-aziende-che-ce-da-sapere/)**, la direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, che ha rappresentato il primo atto legislativo europeo per la cyber sicurezza. La media europea è di 98 mila euro, un bel distacco che ha portato il nostro Paese a porsi al primo posto.



 



#### **Investimenti cyber in UE**



I dati sono stati riportati da ENISA, l’Agenzia europea per la cyber sicurezza, nell’ultimo **rapporto dedicato alle risorse impiegate per cyber security e adeguamenti ai requisiti normativi NIS**, appunto il “[**NIS Investments Reports**](https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/11/18115831/ENISA-Report-NIS-Investments-2021.pdf))”.



Il report ha analizzato le somme destinate alla cyber security da operatori dei servizi essenziali, OES: siamo quindi nel settore energia, trasporti, banche, infrastrutture per il mercato finanziario, sanità, distribuzione di acqua potabile, infrastruttura digitale; e da fornitori di servizi digitali, DSP, ossia i marketplace online, motori di ricerca online, servizi di cloud computing, di tutti i 27 stati membro, soggetti tutti obbligati a seguire la direttiva NIS.



Dopo l’Italia, la Francia ha registrato 115 mila euro, mentre Polonia e Austria 100 mila.



Delle 947 organizzazioni che rientrano in OES e DSP europei, l’82% si è attenuto alla direttiva NIS, mentre il 67% necessita di ulteriori implementazioni e compliance, ma non ha le risorse finanziarie sufficienti.



Secondo la direttiva NIS, i campi a cui bisogna destinare gli investimenti prioritari sono così suddivisi:



- il 20% deve andare alla gestione delle vulnerabilità e security analytics;
- il 18% a risk and compliance;
- il 16% alla sicurezza di rete, senza tralasciare la gestione degli accessi e la sicurezza di dati, terminali e applicazioni.



Se i settori che includono aziende di fornitura e distribuzione di acqua, le infrastrutture per i mercati finanziari e le infrastrutture digitali rappresentano i meno dispendiosi, energia e settore bancario sono quelli che dall’altra parte spendono di più.



È da considerare, in questo senso, che per esempio, insieme al settore bancario, anche quello sanitario risente di costi molto elevati per i cyber attacchi, attestandosi su una media che oscilla tra i 213 e i 300 mila euro, mentre gli altri settori riescono a rimanere sui 100 mila.



 



#### **I risultati del rapporto ENISA**



Secondo il rapporto ENISA, nel complesso il 48,9 % delle organizzazioni intervistate riconosce un impatto molto significativo o significativo della direttiva NIS sulla sicurezza delle informazioni. Vediamo alcuni numeri tra i più efficaci per capire il quadro generale.



Il 67% delle OES/DSP ha richiesto un bilancio dedicato per l’attuazione della direttiva NIS, con un valore medio di 40 mila euro o del 5,1 % dei bilanci complessivi per la sicurezza delle informazioni, invece, circa il 50% ha richiesto una media di quattro dipendenti a tempo pieno aggiuntivi per l’attuazione, tramite assunzione o esternalizzazione.



Il costo diretto stimato medio di un grave incidente di sicurezza è di 100 mila euro, con i settori bancario e sanitario che registrano i costi più elevati, rispettivamente di 300 mila euro e 213 mila. Incidono particolarmente su questi numeri i costi relativi alle perdite di entrate e al recupero dei dati o alla gestione della continuità operativa. Il 9 % delle organizzazioni ha subito un grave incidente di sicurezza che ha avuto un impatto sulle parti interessate esterne.



Nel 28% degli OES/DSP intervistati, il Chief Information Officer (CIO) o il Chief Technology Officer (CTO) è responsabile della sicurezza delle informazioni, mentre in oltre il 50% dei casi, il responsabile della sicurezza delle informazioni riferisce direttamente all’amministratore delegato (CEO), al consiglio di amministrazione o al presidente.



Oltre il 50% degli OES/DSP intervistati non possiede alcuna forma di assicurazione informatica, ma circa il 25% prevede di ottenere una copertura.



Oltre il 50 % degli OES/DSP intervistati certifica i propri sistemi e processi.



La maggior parte degli OES/DSP intervistati riferisce che i loro controlli di sicurezza delle informazioni soddisfano o superano gli standard del settore, con solo il 5% che dichiara di non soddisfarli.



Da questi risultati, il rapporto deduce una forte correlazione tra un’auto-percezione molto positiva di sviluppo della sicurezza informatica e l’esistenza di certificazioni di sicurezza informatica per processi, persone e prodotti all’interno di un’organizzazione.



 



#### **Le aree su cui occorre ancora intervenire**



Il rapporto si conclude evidenziando che “*a livello globale i budget per la sicurezza delle informazioni sembrano essere in aumento, sebbene la sicurezza delle informazioni sia ancora ampiamente riconosciuta come disciplina IT esclusiva.*



*I broker di sicurezza per l’accesso al cloud, le valutazioni delle vulnerabilità e i firewall delle applicazioni Web sono i segmenti di mercato che dovrebbero crescere di più nei prossimi anni.*



*La carenza di competenze persiste come un problema per il personale addetto alla sicurezza delle informazioni: le competenze nella gestione del rischio, nella gestione dei servizi, nella risposta agli incidenti, nell’intelligence sulle minacce, nella scienza/analisi dei dati e nella codifica dovrebbero essere tutte in crescente domanda nel prossimo futuro*”.



Attualmente è sui tavoli di discussione una proposta “NIS 2”, che si spera prenderà in esame anche i dati qui riportati e esaminati per stabilire un monitoraggio storico di questi dati nei prossimi anni.



 



 



 



Fonte: [Cybersecurity360](https://www.cybersecurity360.it/cybersecurity-nazionale/direttiva-nis-allitalia-il-primato-per-gli-investimenti-ma-ce-ancora-da-lavorare/)
