Connectwork: Ambientiamoci in Rete Terzo Appuntamento

Ecco il terzo appuntamento di Connectwork. Su Radio Cusano il nostro direttore Marco Santarelli oggi parte dal "...

Pubblicato da ReS On Network - Intelligence and Global Defence, London su lunedì 7 maggio 2018

BiroRobot, il robot salva energia

È italiano il piccolo robot che aiuta a risparmiare energia e a ridurre gli sprechi. L'invenzione promette di tagliare del 30% i consumi energetici delle nostre abitazioni. Abbiamo intervistato l'ideatore, l'ex calciatore Marco Santarelli
Marco Santarelli è l’inventore di BiroRobot, un piccolo robot che analizza le abitudini di consumo elettrico delle famiglie individuandone gli sprechi con l’obiettivo di abbattere i consumi fino al 30%.

Santarelli, ex calciatore, è laureato in Filosofia e in Fisica Sociale. Ha scritto libri e trattati per oltre 10 anni insieme alla famosa astrofisica e autrice Margherita Hack, defunta nel 2013. Oggi dirige un Istituto di Ricerca con sede a Londra e a Roma. Ha anche esperienze presso Enel, CNR ed enti internazionali per reti e infrastrutture critiche. Attento alla divulgazione scientifica, sia in TV nazionali che sulla carta stampata, è l’autore di un progetto di diffusione scientifica di nome La Scienza In Valigia. La storia della Scienza attraverso esperimenti e musica.

BiroRobot, riconosciuto tra le Top Ten su 700 invenzioni europee alla Maker Faire 2016 di Roma, è la seconda invenzione di Santarelli. La prima si chiama Elastic Energy, ovvero la trasmissione per oltre 500 mt di energia senza fili.

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Gli errori dell’Occidente e una generazione cresciuta in guerra.

Abu Ghraib ha cambiato tutto. E la tortura continua ad alimentare la potenzialità di maggiori radicalizzazioni. Intervista con l’ex agente dell'Fbi
L’undici settembre del 2001 Ali Soufan era l’unico agente dell’Fbi a New York che parlasse arabo.

Americano di origini libanesi, ha indagato nelle aree più problematiche del mondo: nel 1999 in Giordania, scoprì una scatola di documenti consegnata dai funzionari dei servizi segreti giordani alla Cia e abbandonata in una stanza, la scatola conteneva mappe e informazioni dettagliate sugli attacchi del Jordan Millennium Bombing, nel 2000 è stato nominato capo investigatore dell’attentato alla Uss Cole, il cacciatorpediniere statunitense che era ormeggiato nel porto di Aden, nello Yemen meridionale, quando una piccola imbarcazione si avvicinò ed esplose. Era in Yemen quando interrogò Abu Jandal, la guardia del corpo di Bin Laden, che rivelò i nomi di molti affiliati e membri qaedisti.

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Connectwork: Ambientiamoci in Rete Seconda puntata

Secondo appuntamento della nostra rubrica "Connectwork: Ambientiamoci in Rete" su Radio Cusano. Il nostro direttore...

Pubblicato da ReS On Network - Studies on Networks and Critical Infrastructure, London su mercoledì 2 maggio 2018

Connectwork: Ambientiamoci in Rete Prima Puntata

Oggi su #RadioCusano la prima intervista a #MarcoSantarelli per la nuova rubrica "Connectwork:...

Pubblicato da ReS On Network - Studies on Networks and Critical Infrastructure, London su martedì 24 aprile 2018

La Scienza In Valigia: Riflessioni su un libro...

“Lo stipendio nuoce gravemente alla salute”

articolo 2602 Appena visto il libro di Ezio Angelozzi, lo stipendio nuoce gravemente alla salute, ed Arkhé anno 2018, scrutando l’adagio del suo titolo, “Lo stipendio nuoce gravemente alla felicità”, ho avuto un sussulto. Un’immagine che mi si è schiarita man mano che passavano i giorni: mi appariva un libro che parlava di noi. Un noi di ogni giorno. Ovvero di una interiorità che possiamo descrivere come una città sottile. Una città che ci circonda, ci caratterizza ma che non definisce bene i suoi contorni. Non invisibile come la intendeva Calvino, ma che ha dei nomi, stazioni, lavori, treni, taxi e altro. La città dell’autore si fa chiamare per nome nelle istituzioni, nelle vie, nelle scuole ma che non rimane mai fissa, ci sfugge come acqua tra le mani e ci scardina nel suo essere eterna da una parte ma scivolosa dall’altra. Come il lavoro di ogni giorno. Oscilla tra cose certe e cose da costruire giorno per giorno. 

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Elastic Energy - Energia senza fili

Stiamo conducendo esperimenti importanti sulla rete elettrica tradizionale con un approdo, come voleva Tesla, ad un'energia senza "fili" che sfrutta anche l'energia del moto ondoso e degli elementi ambientali secondo il principio della cosiddetta "risonanza recipro

L'esperimento è registrato come "Elastic Energy" in team con esperti internazionali. In questo momento la trasmissione dell'energia senza fili è la frontiera della ricerca in tutto il mondo perché eliminare i "cavi" renderà i nostri dispositivi e tutto ciò con cui interagiamo molto più efficiente, pratico e decisamente meno costoso. Lo aveva già dimostrato Nikola Tesla alla fine del '900, ma

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Un app per la nostra sicurezza: dal terrorismo al clima, la tecnologia ci può difendere

Da L'Espresso, articolo di Andrea Barchiesi

app

Un sistema "intelligente" vigilerà sulla nostra sicurezza contro attentati ed eventi della natura. Per la prima volta le informazioni che si ricaveranno dai movimenti della terra, dell’aria, del mare e dell’uomo verranno elaborate  da sensori e algoritmi in tempo reale e trasmesse alla polizia, carabinieri, protezione civile, ministero della difesa, vigili del fuoco, cittadini. Proprio quest'ultimi  diverranno fruitori e attori in grado di gestire con un semplice smarthphone o altri mezzi interattivi gli eventi e le comunicazioni. Il focus sulle situazioni critiche sarà testato sull’isola dei Pescatori e il comune di Stresa per un periodo di otto mesi e poi se ne valuteranno gli effetti.

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Equivalenza flusso sanguigno e rete energetica

Da anni viviamo qualcosa di più di una semplice tendenza: da tempo ormai condividiamo le esperienze quotidiane con le app, sistemi aperti a gestioni di sorveglianza, telecamere che ci guardano nei bancomat, supermercati, negozi, tv codificate da parabole, contenuti interattivi, semafori intelligenti, motori di ricerca che studiano le nostre abitudini per offrirci sempre più servizi ad hoc, social che raccontano in real time cosa facciamo e tanto altro. Possiamo riassumere tutto questo sistema in una sola parola (al di là delle mode di IoT o big data): rete. Le reti hanno similitudini. Non sono tutte uguali, ma, grazie ad alcune caratteristiche molto simili, riescono, con un'analisi puntuale, ad assimilarsi fino a costituire dei modelli, che evitano determinate condizioni di criticità.

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Ambiente e energia: il futuro sensibile. Dalla resilienza alla intelligence di cose e persone

Marco santarelli su resilienza.pngfotoResiliènza s. f. [der. di resiliente]. – 1.Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3.In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà. [cit. Enc. Treccani].

Ogni giorno sempre di più, questo termine, ci invade, prevale e convince. Ma siamo sicuri che nella gestione delle cose e dell’ambiente questo sia il termine adatto? Diciamo prima di tutto che se la prendiamo sotto il profilo di affrontare le situazioni in maniera elastica e adattarsi al cambiamento inteso come abitudini, allora possiamo confermare la vera utilità del termine. Ma se, come sta succedendo nel nostro amato Abruzzo post terremoto, nel Veneto, a Roma e in America in generale, lo utilizziamo sempre più come un unico pensiero per risolvere le questioni ambientali e disastri, allora possiamo dire tranquillamente che lo stesso termine non serve assolutamente a nulla!

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Quando Margherita Hack venne a scuola a Terni e insegnò che la città deve essere un laboratorio

la scienza per tutti

"Ormai sono scomparsi i veri cultori della scienza". Esordisce così l'allora Dirigente scolastico del Liceo Scientifico G.Galilei di Terni, Adriana De Francisci, che nel maggio 2011 ha voluto fortemente l'incontro con Margherita Hack la grande astrofisica che è scomparsa nel 2013. La Hack è stata una donna che ha fatto della scienza una missione per renderla fruibile a tutti. 

E è venuta anche a Terni a spiegare la scienza. Era il 27 maggio 2011, all'Anfiteatro romano, ore 10, i ragazzi si alzano in piedi e scroscia un applauso spontaneo. Quel giorno partì il nostro lavoro in coppia, la Scienza in Valigia, un progetto di divulgazione scientifica che cominciammo insieme ed è ancora attuale oggi.

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