ELASTICENERGY: L'ENERGIA MODULABILE

elasticenergyElasticEnergy è un progetto brevettato che Marco Santarelli K., ripercorrendo le sperimentazioni del fisico serbo Nikola Tesla, ha sviluppato in team con esperti internazionali. Consiste nella trasmissione dell'energia senza fili, sfruttando esclusivamente fonti rinnovabili e ambientali.

progetto elasticenergy

ElasticEnergy: energia modulabile è un progetto volto alla produzione di energia senza fili, sfruttando esclusivamente fonti rinnovabili e ambientali, la cui struttura è stata brevettata da Marco Santarelli K. (integrazione al brevetto BiroRobot). L’obiettivo delle  sperimentazioni è la trasmissione di energia senza fili per grandi distanze, tra apparecchiature elettriche o elettroniche, basandosi su un principio dimostrato già da Nikola Tesla nel 1893. Funziona sfruttando il principio della risonanza reciproca. Ma, anziché avere una base a cui collegarsi, l’energia viene prodotta da mix energetico in base al contesto.

Gli esperimenti sono integrati in sistemi legati sempre ai contesti. La prima fase è posta in un’area dove è disposto sia il robot che i suoi eventuali software (con assenza o presenza del robot). Oltre al monitoraggio, si genera una produzione di energia elettrica, che crea una rete elettrica e che a sua volta genera un campo magnetico. A questo punto le onde magnetiche prodotte arriveranno alla seconda stazione o hot spot o wi-fi (quella a cui è collegata l’apparecchiatura).

Da questo si fa risuonare la stessa frequenza e la terza stazione raccoglie e trasferisce l’energia magnetica alla quarta stazione, che la converte in elettrica, alimentando i dispositivi, tramite wi-fi (una lampadina, un televisore, un computer, ecc.). Il trasferimento può avvenire anche senza più stazioni, ma è senza limitazioni di metri. Per ora l’esperimento (denominato Witricity – contrazione di wireless electricity: elettricità senza fili), effettuato nei laboratori del MIT di Boston (USA) nel 2007 ha già permesso di accendere una lampadina da 60 W a 2 metri di distanza. i laboratori del MIT di Boston (USA) nel 2007.

Nel settembre 2016, con l’endorsement del programma NetONets, di cui sono autori Enti Internazionali, l’esperimento è stato effettuato da Marco Santarelli e lo staff tecnico dell’istituto di ricerca ReS On Network, di cui Santarelli è direttore, e ha portato all’accensione di una lampadina di 30 W. In questa occasione la prima stazione è stata posta nell’area dell’AMP in mare, con boa dedicata, e un canotto con pannello fotovoltaico a bordo.

E’ stata generata una rete elettrica che a sua volta ha alimentato un campo magnetico. A questo punto, le onde prodotte sono arrivate alla seconda stazione a terra (quella a cui è stata collegata l’apparecchiatura), che l’ha trasferita alla terza e alla quarta: quest’ultima l’ha convertita in elettrica, alimentando i dispositivi in wi-fi.

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