Guerra Russia-Ucraina: ecco come ha cambiato il settore tecnologico della difesa

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il settore tecnologico della difesa ha vissuto un'accelerazione senza precedenti. L'Ucraina, insieme ad altri Paesi dell'Europa orientale come la Lettonia, ha mostrato un'incredibile capacità di adattare strumenti civili a scopi militari, rivoluzionando così la strategia e la logistica bellica. Questo cambiamento, spinto dalla necessità di affrontare la minaccia russa, rappresenta un esempio innovativo per il resto del mondo.

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I nuovi strumenti di guerra

In questi mesi, in particolare, caccia, intelligence e armi in rete digitale, collegati attraverso comunicazioni satellitari e software personalizzati, sono stati realizzati da Kiev a costi ridottissimi e in tempi brevi, al contrario del Pentagono, che ci sta lavorando da decenni investendo miliardi di dollari.

Questa struttura di guerra ha consentito all’Ucraina di competere degnamente contro Mosca, in superiorità numerica e con artiglieria molto più pesante.

Anche Paesi come la Lettonia hanno iniziato a riconvertire strumenti civili, come droni e scooter elettrici, per scopi militari. Questi progressi dimostrano come l'innovazione tecnologica possa influenzare il risultato di un conflitto.

La lungimiranza della Global Wolf Motors

Un esempio emblematico arriva dalla Lettonia, con la start-up Global Wolf Motors. Fondata nel 2020 da Henrijs Bukavs e Klavs Asmanis, l'azienda produce lo scooter elettrico Mosphera, inizialmente pensato per uso civile.

Con l'inizio della guerra, gli scooter si sono rivelati cruciali per le forze ucraine, utilizzati in missioni di ricognizione e operazioni speciali.

Questo è stato un primo indicatore di una nuova domanda che sta attraversando le aziende tecnologiche lungo i confini dell’Ucraina e che sta portando a riadattare prodotti civili all’uso militare.

L’Europa e la tecnologia militare

Nonostante i notevoli investimenti di governi, NATO e UE in incubatori e fondi per l’innovazione, l’Europa deve ancora raggiungere l'agilità mostrata dall'Ucraina. La burocrazia rappresenta un ostacolo significativo per la trasformazione rapida di prodotti civili in strumenti militari. L’esempio ucraino potrebbe fornire un modello per migliorare la capacità di risposta europea alle emergenze.

Gli sforzi della Lettonia

I Paesi baltici sentono più di quelli dell’Europa occidentale la minaccia dell’aggressione russa dopo l’invasione ucraina del 2022.

La Lettonia, con la sua vicinanza geografica alla Russia e alla Bielorussia e un passato segnato dall'occupazione sovietica, si trova in una posizione di vulnerabilità strategica che l'ha portata a intensificare gli sforzi di difesa. Negli ultimi due anni, il governo lettone ha stanziato oltre 300 milioni di euro per rafforzare il confine orientale e ha reintrodotto una forma limitata di coscrizione militare per potenziare le riserve armate. Parallelamente, il Paese ha avviato una serie di ispezioni per individuare strutture sotterranee come cantine, garage e stazioni della metropolitana, trasformandole in rifugi antiatomici in caso di attacco.

Nonostante la mancanza di un complesso militare-industriale in grado di produrre grandi quantità di artiglieria e carri armati, la Lettonia si distingue per la sua capacità di sviluppare tecnologie di nicchia. Ad esempio, piattaforme come Exonicus, un simulatore medico in realtà virtuale per addestrare il personale sanitario sul campo di battaglia, o i veicoli fuoristrada progettati dalla startup VR Cars, sono diventati strumenti fondamentali per le forze armate.

Inoltre, il governo ha dedicato risorse significative all'innovazione nel settore dei droni, istituendo un fondo di 600.000 euro per sostenere le startup locali e un budget di 10 milioni di euro per sviluppare un programma nazionale di UAV militari. Un esempio concreto è dato dalla Origin Robotics, che ha creato un sistema d'arma di precisione a guida aerea in grado di essere trasportato in uno zaino, trasformando così un prodotto civile in una risorsa cruciale sul campo di battaglia.

Questi sforzi dimostrano come la Lettonia stia adottando un approccio proattivo e altamente innovativo, cercando di combinare risorse limitate con soluzioni tecnologiche all'avanguardia per garantire la propria sicurezza e quella dell'Europa orientale di fronte alla minaccia russa.

Se non siete in Ucraina, non siete nel settore della difesa

Come ha affermato l’ex ufficiale di marina Kaspars Pollaks, che dirige una divisione dell’azienda nazionale di telecomunicazioni LMT incentrata sull’innovazione della difesa, “In Lettonia, più o meno, ci stiamo preparando alla guerra […] “Stiamo prendendo molto sul serio la minaccia. Perché saremo soli dal punto di vista operativo [se la Russia dovesse invadere]”.

Pollaks ha riferito, inoltre, di essersi recato spesso in Ucraina dall’inizio della guerra e la burocrazia di guerra ucraina, che ha definito “non standardizzata”, ha contribuito fortemente al suo avanzamento tecnologico: “L’Ucraina, purtroppo, è il miglior terreno di sperimentazione della tecnologia di difesa al mondo in questo momento […] Se non siete in Ucraina, non siete nel settore della difesa”.

Fonte: Cybersecurity360